Classificazione dei mammiferi oggetto di caccia

Tipo: Cordati
Sezione: Vertebrati
Sotto-tipo: Gnatostomi
Classe: Mammiferi


 

I mammiferi rappresentano il gruppo animale che riveste maggiore importanza in ogni settore del mondo zoologico, da quello strettamente anatomico a quello zoo geografico, da quello ecologico a quello biologico.

I mammiferi sono Vertebrati omeotermi (animali dotati di sangue caldo) con mascelle armate di denti, cuore diviso in quattro cavità, temperatura corporea regolata dal sistema nervoso centrale e conservata dal rivestimento di peli: senza eccezioni la prole necessita nel primissimo periodo della sua esistenza del nutrimento fornito dalla secrezione delle ghiandole mammarie della madre.

L'architettura generale del corpo e la respirazione aerea ne fanno animali tipicamente terrestri anche se la classe annovera sia forme adattate alla vita acquatica (cetacei) sia forme nate e costruite per poter vivere nell'aria come gli uccelli (chirotteri): muniti di pelle variamente conformata, di norma sottile, provvista di numerose ghiandole sebacee, sudoripare, odorifere e mammarie, nella quasi totalità delle specie il corpo è ricoperto di peli a formare una folta pelliccia unico riparo naturale alle intemperie.

 

La testa risulta di solito di grandi dimensioni e peso rispetto al corpo in relazione con il volume dell'encefalo, generalmente ben sviluppato (animali intelligenti): il sistema nervoso centrale è notevolmente più sviluppato e più complesso che nelle altre classi di Vertebrati.

I due emisferi telencefalici presentano la superficie liscia oppure segnata da solchi e rilievi o circonvoluzioni e negli Euteri sono collegati medialmente da una tipica commessura o corpo calloso; relativamente piccoli in alcune forme, sono di solito ben sviluppati e ricoprono le restanti parti dell' encefalo; il loro sviluppo diviene massimo nei Primati.

La bocca è generalmente munita di un numero definito di denti (fino a 56 nei Marsupiali) che si impiantano in alveoli sulla mascella e sulla mandibola ; lo spiccato differenziamento dei denti (eterodontia), in forma e dimensioni, nelle varie sedi delle arcate dentarie, rispecchia una loro specializzazione funzionale.

Nella maggior parte dei mammiferi sono individuabili quattro tipi di denti: gli incisivi, impiantati anteriormente, atti a mordere e a tagliare; i canini lunghi e appuntiti, capaci di afferrare e perforare; i premolari ed i molari che presentano la corona conformata per la triturazione del cibo; generalmente i denti sono a crescita definita anche se in alcuni mammiferi esistono denti a crescita continua (Roditori e Lagomorfi).

Lo scheletro è formato per la massima parte da tessuto osseo: le superfici articolari, parte delle costole e alcune altre parti sono costituite da tessuto cartilagineo.

La strategia riproduttiva di quasi tutti mammiferi, o almeno quelli appartenenti al gruppo dei placentati, che consiste nel produrre pochi piccoli per volta e nel portarli a uno stadio avanzato dello sviluppo comporta diversi vantaggi: al momento della nascita i piccoli sono più autonomi e meno bisognosi di cure parentali e in seguito raggiungono la piena autonomia più rapidamente; tutto questo avviene al costo di un elevato investimento di energia da parte della madre e di una notevole vulnerabilità della stessa e dei piccoli durante il lungo periodo della gestazione.

L'alimentazione è estremamente varia: gli Ungulati e la maggior parte dei Roditori si nutrono esclusivamente o prevalentemente di sostanze vegetali (erbe, foglie, ramoscelli, corteccia, semi, frutti, polline, nettare); i Felidi e i Mustelidi sono carnivori; i Pinnipedi e i Cetacei Odontoceti si cibano prevalentemente di pesci; i Talpidi, i Soricidi e parecchi piccoli pipistrelli sono essenzialmente o esclusivamente insettivori.

 

Alcuni mammiferi hanno un regime misto e si alimentano sia di sostanze animali che vegetali: alcuni mammiferi si nutrono di plancton (Cetacei Misticeti) oppure di sangue, come il Desmodus, tra i Chirotteri; pochissime specie sono monofaghe, come il koala, marsupiale che mangia unicamente foglie di eucalipto.

Generalmente il mammiferi ad ampio spettro alimentare (euritrofi) riescono a vivere permanentemente in un dato territorio in quanto capaci di cibarsi di vario alimento nelle diverse stagioni; diversamente, quelli a regime alimentare più strettamente definito (stenofagi) sono costretti ad adattarsi alla carenza stagionale del loro nutrimento abituale compiendo migrazioni, oppure entrando in estivazione o in ibernazione.

Diverse specie di Pinnipedi (foche), Cetacei Misticeti (balene), le renne, i caribù e diverse specie di Chirotteri, effettuano migrazioni latitudinali, talora di grande portata: diversamente, in alcune regioni temperate, Cervidi, Bovidi e altri compiono migrazioni altitudinali, stabilendosi in alta montagna durante l'estate e portandosi nelle valli vicine nel corso dell'inverno; migrazioni locali, di portata relativamente ridotta, si osservano in molti Roditori e Lagomorfi e in alcuni Chirotteri; altri mammiferi invece, durante le stagioni in cui il cibo scarseggia passano a vita inattiva, diventando momentaneamente eterotermi, e sopravvivono a spese di sostanze di riserva precedentemente immagazzinate nei tessuti.

Se tale periodo di inattività si verifica durante i mesi estivi, il fenomeno è detto estivazione: le forme estivanti, la maggior parte delle quali si nutre di vegetazione verde, si ritirano di solito in tane sotterranee ove dormono, rallentando i processi metabolici e risparmiando quindi l'energia immagazzinata; durante l'ibernazione o letargo , che si ha quando l'inattività si verifica nel corso dei mesi freddi, gli animali ibernanti diventano ancora più nettamente eterotermi, rallentando vistosamente la frequenza degli atti respiratori, il ritmo dei battiti del cuore, ecc.

Parecchi carnivori, come ad esempio gli orsi, dormono per quasi tutto l'inverno ma il loro tasso metabolico e, di conseguenza, la loro temperatura corporea non si abbassano drasticamente per cui il loro è da considerare un sonno invernale, anziché un vero e proprio letargo.

I mammiferi viventi vengono suddivisi in:

Monotremi, che depongono le uova

 

L'ordine dei monotremi comprende i mammiferi viventi più primitivi ma altamente specializzati: nel loro cervello non sono presenti le connessioni nervose che collegano i due emisferi.

La riproduzione è ovipara: le ghiandole mammarie sono presenti, non organizzate in vere mammelle, sboccano direttamente in campi ghiandolari.

L'omotermia è molto imperfetta, quando la temperatura esterna oscilla tra i 28° C ed i 32° è abbastanza costante ma, di là da tali limiti, tende a variare.

Negli adulti i denti sono assenti.

Nella faccia interna delle zampe posteriori dei maschi è presente uno speciale sperone corneo, connesso ad una ghiandola femorale o crurale, secernente un liquido tossico. Questo ordine comprende due famiglie, gli Ornitorinchidi ed i Tachiglossidi, con complessivamente tre generi e sei specie.

 

Marsupiali, con piccoli prematuri che completano lo sviluppo in una tasca materna

 

L'ordine dei marsupiali comprende mammiferi caratterizzati dalla presenza tipica, ma non costante di una borsa marsupiale (marsupio) nelle femmine in cui i piccoli, che nascono ad uno stadio precocissimo di sviluppo, vengono allevati per il primo periodo di vita.

La placenta è, in genere, assente o è molto ridotta (fatta eccezione per i peramelidi che l'hanno sviluppata) : nello scheletro sono sempre presenti, anche nelle specie prive di marsupio, le ossa marsupiali epipubiche.

Le mammelle, poste in posizione addominale, sono sempre all'interno del marsupio (ove presente).

Nel loro cervello non sono presenti le connessioni nervose che collegano i due emisferi.

I marsupiali sono suddivisi in nove famiglie.

 

Placentati, con piccoli che allo stato embrionale si alimentano mediante una placenta

I Placentati sono un gruppo di mammiferi con valore tassonomico di infraclasse, i cui membri compiono lo sviluppo embrionale interamente nel corpo della madre, assumendo le sostanze dal sangue di quest'ultima, attraverso un apposito organo chiamato placenta.

 

I placentati, detti anche euteri, si sono differenziati dai marsupiali agli inizi del Cretaceo, a partire da un gruppo oggi estinto di antenati comuni: attualmente costituiscono il gruppo dominante tra i vertebrati terrestri; alcuni di essi sono tornati all'ambiente acquatico, colonizzando i mari e le acque dolci; altri (i chirotteri) hanno sviluppato la capacità di volare.

Alcuni dei principali ordini inclusi nell'infraclasse dei placentati sono gli insettivori, i primati (a cui appartiene l'uomo), i roditori, i cetacei, i carnivori, gli artiodattili e i perissodattili.

A differenza dei monotremi che sono ovipari, e dei marsupiali che hanno una placenta provvisoria e che, al termine di una breve gestazione (13-35 giorni), partoriscono piccoli estremamente immaturi, i placentati danno alla luce i piccoli a uno stadio di sviluppo piuttosto avanzato; per questo motivo la gestazione è molto lunga: a seconda delle specie, infatti, può durare dai 45 ai 650 giorni.

Mammiferi cacciabili

L'elenco delle specie cacciabili si trova all'art. 18 della Legge 157/92.

SUIDI : Cinghiale

 

CERVIDI:
• Capriolo
• Daino
• Cervo
• Camoscio
• Stambecco

LEPORIDI
• Lepre europea
• Coniglio selvatico

CARNIVORI
• Volpe

 

 

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