Zootecnia Applicata - Parte 3





Classificazione dei cani da caccia

I cani da caccia si dividono in varie categorie secondo le specialità che durante i secoli l'uomo ha selezionato per ottenere i migliori risultati in tutte le tipologie di caccia che si svilupparono nel tempo.

Ad oggi i cani da caccia si distinguono in:

• Cani da ferma
• Cani da cerca
• Cani da seguita
• Cani da tana
• Cani da traccia
• Cani da riporto.

1) Da ferma

Il cane da ferma ha la caratteristica di ricercare la selvaggina più o meno nel vento e, captata l'emanazione, "cadere in ferma" o "scivolare progressivamente in ferma": l'arresto del cane è tipico di questa categoria di cani da caccia e deriva parte dall'istinto e parte dal corretto addestramento.

Il cane in ferma deve attendere il conduttore e solo a comando forzare il selvatico: può a seconda dei casi, ma soprattutto in funzione dell'addestramento ricevuto, procedere anche al recupero e riporto del capo abbattuto.

Tra i cani da ferma più diffusi ed impiegati in Italia possiamo ricordare:

• Per le razze inglesi: Setter Inglese, Setter Irlandese, Setter Gordon, Pointer
• Per le razze continentali: Spinone Italiano, Bracco italiano, Bracco tedesco, Epagneul Breton, Griffone Korthals

2) Da cerca e da riporto

Possono essere definite da cerca e da riporto tutte quelle razze di cani da caccia che hanno la caratteristica di non arrestarsi in presenza del selvatico, ma di manifestarne la presenza con i movimenti del corpo che spesso diventano frenetici: compito del cane da cerca è quindi quello di incalzare il selvatico per indurlo alla fuga.

Le razze da cerca sono impiegate in tutte le attività venatorie sia per la selvaggina da penna che quella da pelo: particolarmente apprezzate per il riporto spontaneo vengono largamente utilizzate nella caccia in battuta e alla selvaggina migratoria.

Tra le razze propriamente da cerca possiamo ricordare:

• Il Cocker Spaniel
• lo Springer Spaniel

Tra le razze più conosciute per il riporto :

• il Golden retriever
• il Labrador retriever

Spesso le razze utilizzate per la cerca sono anche ottime razze da riporto e viceversa

2) Da seguita

Il cane da seguita ha la caratteristica di inseguire la selvaggina "naso a terra" su ogni tipo di terreno: la percezione "dell'usta" o traccia del selvatico può indurre il cane a dare "voce" anche e soprattutto in fase di scovo.

Il cane da seguita deve " scovare e forzare il selvatico", inseguirlo e spingerlo alle poste incontro ai cacciatori senza perdere il contatto con il conduttore: può a seconda dei casi essere specializzato su uno specifico tipo di selvaggina e per questo ignorare completamente quella per cui non è stato addestrato (per questo esistono cani da seguita specializzati su lepre, su cinghiale, su capriolo ecc.)

Tra le razze più conosciute ed usate ricordiamo il Segugio Italiano, il Segugio maremmano, il Segugio bavarese, il Porcelaine, il Briquet Griffon Vendéen, il Beagle, il Bearle Harrier , il Poitevin, l'Ariegeois.

2) Da tana e da traccia

Possono essere definite da tana tutte quelle razze di cani da caccia che inseguono i predatori all'interno di cunicoli sotterranei: questi cani devono essere muniti di grande passione, di agilità e di una possente dentatura.

La stretta conformazione della tana e la mancanza d'aria, fanno sì che il cane debba essere particolarmente addestrato e motivato alla ricerca ed attacco della selvaggina: particolarmente indicati sono tutte quelle razze robuste, di piccola taglia e dal morso tenace.

Possono essere definite da traccia tutte quelle razze di cani da caccia che "seguono" la scia odorosa o più spesso la traccia di sangue che ha lasciato il selvatico ferito dal cacciatore: in nome di un'attività venatoria più consapevole e responsabile, il compito di recuperare i capi feriti assume un ruolo determinante anche da un punto di vista etico.

Ogniqualvolta si ritenga che l'animale, pur non abbattuto, sia stato colpito, sarà quindi buona norma avvalersi di un ausiliare addestrato a seguire la traccia.

Per le due categorie possiamo ricordare il Bassotto tedesco, il Jack Russel, il Fox Terrier, il Dachsbracke, il BloodHound, il BassetHound

Profilassi delle principali malattie del cane

La malattia è un'alterazione dello stato di salute che si manifesta con sintomi clinici e può avere diverse cause:
• Degenerative (degenerazioni del tessuto epatico dovute ad invecchiamento, degenerazione delle cartilagini articolari).
• Autoimmuni (anemia dovuta a formazione di anticorpi, alcune malattie renali)
• Metaboliche (formazioni di calcoli)
• Neoplastiche (tumori in genere)
• Infettive (infezioni a carattere generale)
• Tossiche (intossicazioni e avvelenamenti)

Il cucciolo appena nato è protetto contro alcune malattie infettive dagli anticorpi che ha ricevuto dalla madre durante la gravidanza, sarà quindi protetto per un certo periodo da anticorpi presenti nel latte della madre, ma dovrà sviluppare un sistema di difesa proprio.

In seguito il cucciolo deve essere vaccinato per accelerare il processo di maturazione del sistema immunitario riducendo il rischio di contagio: il momento propizio per eseguire le vaccinazioni è evidentemente quando gli anticorpi materni stanno scomparendo dal corpo del cucciolo.(in genere ca. 2 mesi di età) in modo da non creare delle interferenze con gli anticorpi materni.
 
La vaccinazione consiste nell'inoculare sottocute dei germi attenuati (meno pericolosi) che in genere causano la medesima malattia contro la quale si vuole proteggere l'animale. In questo modo il cane produce anticorpi.

Il cucciolo appena nato va anche sverminato, larve di parassiti possono essere trasportate dal sangue o dal latte materno: in generale l'infestazione è provocata da vermi del tipo ascaridi, ma è possibile l'infestazione anche da parte di protozoi (coccidi) nel caso le condizioni igieniche del canile o allevamento non siano delle migliori.

Durante la crescita è consigliato eseguire un controllo periodico delle feci e sverminare il cane in caso di esito positivo dell'esame. Parassiti intestinali sottraggono nutrimento all'animale e indeboliscono il suo fisico rendendolo più vulnerabile a determinate malattie.

 


    Paolo Ferretti

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