Zoologia Applicata - Parte 2





Concetto di Fauna

La fauna è costituita dall'insieme di specie e di popolazioni animali, vertebrati ed invertebrati, residenti in un dato territorio, stanziali o di transito abituale, ed inserite nei suoi ecosistemi; essa, costituitasi in seguito ad eventi storici (paleogeografici e paleoclimatici), comprende le specie autoctone e le specie immigrate divenute ormai indigene, come pure le specie introdotte dall'uomo o sfuggite ai suoi allevamenti ed andate incontro ad indigenazione, perché inseritesi autonomamente in ecosistemi appropriati; non fanno parte della fauna gli animali domestici e di allevamento.

Fauna autoctona

In biologia, una specie autoctona (o indigena) di una data regione è una specie che si è originata ed evoluta nel territorio in cui si trova.

Nell'applicazione pratica, il concetto viene spesso esteso a tutte le specie che si trovano in una data regione da tempi molto remoti: un esempio tipico è offerto dalle specie che hanno cambiato areale a causa delle glaciazioni le quali, in un'ottica limitata al periodo interglaciale in cui viviamo oggi, possono essere considerate autoctone.

La definizione di autoctona non va confusa con endemica, che significa specie esclusiva di un dato territorio (es. Canguro australiano).

Fauna alloctona

Le specie alloctone sono invero tutte quelle specie animali e vegetali che :

• Non sono tipiche di quella regione e quindi sono state importate dall'uomo (es. Colino della Virginia )
• Hanno espanso il loro areale in tempi recenti (es. tortora dal collare ecc.)

Gestione della Fauna

La gestione della fauna è un attività di importanza scientifica volta al mantenimento del numero e dell'integrità fisica delle popolazioni animali esistenti: grazie a questo sia in Italia che nel mondo sono state salvate e successivamente gestite alcune delle specie simbolo della salvaguardia ambientale

Per raggiungere lo scopo il passo fondamentale è quello della conoscenza e dello studio della specie in oggetto poiché, ai problemi di salvaguardia di specie da sempre considerate minacciate, si è aggiunto il problema della gestione delle specie ungulate la cui presenza massiccia sul territorio possono creare danni ad attività umane (vedi cinghiale) o all'ambiente forestale (vedi cervo).

In ultimo, ma non per importanza, si è presentato il problema di dover gestire anche tutte quelle specie non autoctone che sono ormai molto diffuse sul territorio.
La gestione della fauna punta fondamentalmente alla conoscenza quali-quantitativa della popolazione attraverso censimenti, così come la conoscenza delle scelte giornaliere e stagionali degli ambienti e delle caratteristiche comportamentali nel periodo riproduttivo.

Salvaguardia della Fauna

La protezione della selvaggina è affidata dalla legge a tutti gli organi istituzionali a ciò preposti, che attuano una serie di azioni per favorire la riproduzione, la sosta e la difesa della selvaggina; la cooperazione deve avvenire tra cacciatori, Autorità, guardiacaccia e mondo agricolo.

Una buona salvaguardia della fauna selvatica si raggiunge con l'istituzione di istituti finalizzati allo scopo quali: le foreste demaniali, le zone di ripopolamento, le oasi di protezione - rifugio - sosta della selvaggina stanziale e migratoria, i centri pubblici o privati di produzione di selvaggina, i Parchi Nazionali o Regionali, le Riserve naturali, i fondi chiusi e gli stessi incentivi in favore dei proprietari dei fondi che si impegnino al ripristino degli ambienti naturali

Fauna selvatica protetta

Sono particolarmente protette, anche sotto il profilo sanzionatorio, le seguenti specie:

a) mammiferi: lupo (Canis lupus), sciacallo dorato (Canis aureus), orso (Ursus arctos), martora (Martes martes), puzzola (Mustela putorius), lontra (Lutra lutra), gatto selvatico (Felis sylvestris), lince (Lynx lynx), foca monaca (Monachus monachus), tutte le specie di cetacei (Cetacea), cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), camoscio d'Abruzzo (Rupicapra pyrenaica);

b) uccelli: marangone minore (Phalacrocorax pigmeus), marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis), tutte le specie di pellicani (Pelecanidae), tarabuso (Botaurus stellaris), tutte le specie di cicogne (Ciconiidae), spatola (Platalea leucorodia), mignattaio (Plegadis falcinellus), fenicottero (Phoenicopterus ruber), cigno reale (Cygnus olor), cigno selvatico (Cygnus cygnus), volpoca (Tadorna tadorna), fistione turco (Netta rufina), gobbo rugginoso (Oxyura leucocephala), tutte le specie di rapaci diurni (Accipitriformes e falconiformes), pollo sultano (Porphyrio porphyrio), otarda (Otis tarda), gallina prataiola (Tetrax tetrax), gru (Grus grus), piviere tortolino (Eudromias morinellus), avocetta (Recurvirostra avosetta), cavaliere d'Italia, (Himantopus himantopus), occhione (Burhinus oedicnemus), pernice di mare (Glareola pratincola), gabbiano corso (Larus audouinii), gabbiano corallino (Larus melanocephalus), gabbiano roseo (Larus genei), sterna zampenere (Gelochelidon nilotica), sterna maggiore (Sterna caspia), tutte le specie di rapaci notturni (Strigiformes), ghiandaia marina (Coracias garrulus), tutte le specie di picchi (Picidae), gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax);
c) tutte le altre specie che direttive comunitarie o convenzioni internazionali o apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri indicano come minacciate di estinzione.


Patologia della fauna selvatica

La malattia è un'alterazione del corpo o degli organi del corpo che interrompe o disturba le funzioni dell'organismo dell'animale: tali disturbi spesso sono riconoscibili a determinate alterazioni delle funzioni del corpo.

Una patologia spesso nasce dalla combinazione di una o più cause: i fattori indiretti o predisponenti che possono diminuire la resistenza dell'animale e i fattori diretti o determinanti che producono la vera malattia.

Le cause predisponenti la malattia sono riferite frequentemente ai fattori di "stress": i fattori stressanti comprendono il freddo, la pressante predazione, la mancanza di cibo e di acqua, l'eccessivo disturbo, il sovraffollamento ecc.

La malattia stessa può essere un fattore predisponente per un'altra malattia.

 


    Paolo Ferretti

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