Esami per l’abilitazione all’esercizio venatorio





    Per essere ammessi a sostenere l'esame per l'abilitazione all'esercizio venatorio gli aspiranti devono presentare domanda in carta legale al Presidente della Provincia di residenza corredata dal certificato di residenza di data non anteriore a tre mesi della domanda stessa e ricevuta di versamento della quota stabilita dall'Amministrazione provinciale competente a copertura delle spese di organizzazione dell'esame.

    Qualora il candidato venga giudicato inidoneo è ammesso a ripetere l'esame, previa presentazione di nuova domanda e di relativa documentazione, non prima che siano trascorsi tre mesi dalla data del precedente esame.

    Il calendario degli esami deve essere reso noto annualmente dalla Provincia nelle forme ritenute più idonee garantendo, comunque, almeno due sessioni l'anno. Gli esami devono essere effettuati in giorni prefissati e sono pubblici.

    Il candidato che, invitato, non si sia presentato all'esame per motivo giustificato con certificazione opportunamente documentata deve essere ammesso a sostenere l'esame di abilitazione in una seduta successiva.

    Qualora il candidato non si presenti in occasione della seduta suddetta per sostenere l'esame deve ripresentare la domanda di cui al precedente punto 1).

    Gli esami si svolgono sulle materie e secondo i programmi stabiliti dalla Provincia, attraverso una prova scritta, una orale ed una pratica: la prova scritta consiste nella compilazione, da parte del candidato, di un questionario contenente 20 domande; a fianco di ciascuna domanda sono indicate tre risposte, di cui una sola esatta; viene ammesso alla successiva prova il candidato che risponda esattamente ad almeno 17 domande, nel tempo massimo di 20 minuti.

    Ai candidati vanno forniti, in sede di esame, questionari sotto forma di domande-quiz: la prova orale consiste in almeno una domanda per ciascuna materia oggetto del sopracitato programma d'esame.
    La prova pratica consiste nel montaggio, smontaggio di armi da caccia sia a canna liscia che rigata.

    La Commissione, valutato anche l'esito delle prove precedenti, ove lo ritenga opportuno, ha facoltà di far effettuare una prova pratica su percorsi simulati di caccia con sagome o con l'ausilio di mezzi audiovisivi che riproducono la selvaggina consentita.

    La Commissione valuta la preparazione del candidato esprimendo un giudizio complessivo di idoneità o di non idoneità: per essere giudicato idoneo occorre che il candidato riporti un punteggio non inferiore a 6/10 per ogni materia d'esame.

    Il Segretario redige per ogni seduta apposito verbale, sottoscritto dal Presidente e dallo stesso, sull'esito degli esami con l'elenco nominativo, i voti conseguiti dai singoli candidati, la qualifica di "idoneo" o "inidoneo".

    I programmi d'esame vertono sulle seguenti materie:

    1. Legislazione venatoria nazionale e regionale:
    • nozioni sul calendario venatorio, specie oggetto di caccia e specie protette, definizione di selvaggina stanziale e migratoria, periodi di caccia ed abbattimenti consentiti;
    • nozioni di esercizio di caccia: forme e divieti;
    • limitazioni all'esercizio venatorio rispetto ai tempi e ai luoghi;
    • mezzi consentiti e mezzi vietati per la caccia;
    • appostamenti di caccia e detenzione richiami vivi consentiti;
    • divieto di detenzione e vendita di determinata fauna selvatica;
    • nozioni sulla licenza di porto d'armi per l'uso di caccia, tesserino regionale ed
    assicurazione per responsabilità civile;
    • nozioni sulla pianificazione faunistico-venatoria con particolare riferimento al piano faunistico della Provincia di residenza;
    • nozioni sul miglioramento degli habitat naturali e salvaguardia delle attività agro-silvopastorali;
    • nozioni sulle zone di protezione della fauna selvatica: oasi di protezione, zone di ripopolamento e cattura, zone di rifugio ed altre zone in cui la caccia è vietata o limitata, con particolare riguardo a quelle istituite nella provincia ove risiede il candidato, ed organismi di gestione di detti ambiti;
    • nozioni sugli ambiti territoriali di caccia ed organismi di gestione;
    • nozioni sulle aziende faunistico-venatorie ed aziende agri-turistico-venatorie:
    classificazione e gestione;
    • nozioni sulle altre strutture territoriali d'iniziativa privata;
    • nozioni generali sulla zona faunistica delle Alpi e comprensori alpini;
    • agenti di vigilanza e loro poteri (distinzione tra agenti dipendenti dalle province ed agenti volontari);
    • uso ed addestramento cani;
    • organismi titolari delle funzioni amministrative in materia di caccia e loro attribuzioni;
    • sanzioni e procedure relative.

    2. Zoologia applicata alla caccia con prove pratiche di riconoscimento delle specie cacciabili:
    • cenni sulla classificazione di Uccelli e Mammiferi. Concetto di specie;
    • cenni di ecologia ed etologia: concetto di ecosistema, di biocenosi, di catena alimentare, di piramide ecologica, di popolazione, di territorio e di areale; elementi essenziali di dinamica delle popolazioni; struttura e rapporti sociali, competizioni, predazione e migrazione;
    • fauna selvatica protetta, fauna migratoria, fauna selvatica autoctona e alloctona;
    • riconoscimento di Mammiferi ed Uccelli italiani, con particolare accuratezza nel caso delle specie cacciabili appartenenti alle zone faunistiche in cui è compresa la Provincia di residenza del candidato. Caratteristiche salienti dell'habitat e della biologia delle specie più significative, soprattutto di quelle cacciabili. Il riconoscimento avviene sia su esemplari naturalizzati, sia su soggetti impagliati, che tramite l'ausilio di materiale audiovisivo;
    • gestione della fauna. Salvaguardia della fauna selvatica, organizzazione del territorio ai fini della gestione faunistica; capacità recettiva del territorio, introduzioni, reintroduzioni e ripopolamento; bilancio del patrimonio faunistico, censimenti delle popolazioni, piani di prelievo e controllo dei carnieri;
    • patologia della selvaggina in relazione alla salute dell'uomo;
    • nozioni elementari di cinofilia: principali razze canine utilizzate e loro impiego classico, elementi fondamentali del mantenimento e dell'addestramento dei cani da caccia.
    • nozioni di profilassi delle principali malattie del cane e norme di pronto soccorso.

    3. Armi e munizioni da caccia e relativa legislazione:
    • nozioni generali e particolari sulle armi e munizioni usate per la caccia e relative disposizioni di Pubblica Sicurezza;
    • custodia, manutenzione, controllo e trasporto delle armi da caccia;
    • concetti elementari di balistica;
    • nozioni sul tiro con armi da caccia e sulle misure di sicurezza da osservare nel maneggio delle armi;
    • nozioni su altri mezzi di caccia consentiti;
    • uso delle armi durante l'esercizio venatorio;
    • prevenzione degli incidenti contro la propria persona e nei confronti di altre;

    4. Tutela della natura e principi di salvaguardia delle produzioni agricole:
    • principi generali per la tutela della natura e la conservazione dell'ambiente, miglioramenti ambientali; controllo delle popolazioni animali di specie potenzialmente dannose;
    • nozioni generali sugli inquinamenti (aria, acqua);
    • principi generali sul riassetto idrogeologico e sulla riforestazione;
    • prevenzione e lotta agli incendi boschivi;
    • nozioni sugli istituti faunistici di tutela (oasi di protezione, zone di ripopolamento e cattura, parchi, ecc.) e loro importanza;
    • nozioni sul rispetto delle nidificazioni e sulle norme precauzionali a salvaguardia della fauna cacciabile, protetta e della fauna minore (anfibi, rettili, ecc.);
    • coltivazioni in atto, colture specializzate e loro periodi di maturazione;
    • conoscenza delle principali colture agricole ;
    • coltivazioni interdette all'accesso e territorio non fruibili ai sensi dell'art. 15, commi 3 e 4 della L. 157/92;
    • fondi chiusi;
    • cenni sui rapporti agricoltura e caccia;
    • danni arrecati dai cacciatori alle colture agricole e relativi indennizzi;
    • partecipazione all'attività di gestione della fauna selvatica e dell'ambiente.

    5. Norme di Pronto soccorso:
    • tecniche di emergenza e norme di comportamento in caso di: ferite da arma da fuoco,
    • emorragie, ustioni, tagli, lussazioni, fratture, morsi di cane, vipera, punture di insetti, svenimento, colpi di sole e di calore, congestione e attacco cardiaco;
    • trasporto di un infortunato.

    Nei dodici mesi successivi al rilascio della prima licenza, il neo cacciatore potrà praticare l'esercizio venatorio solo se accompagnato da cacciatore in possesso di licenza rilasciata almeno tre anni prima.

    La licenza di caccia ha durata di 6 anni.


      Paolo Ferretti

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