
Nato a Genova nel 1938, laureato in Scienze Biologiche nel 1962, allievo del prof.Giuseppe Scortecci ha discusso una tesi di laurea di Zoologia sull'avifauna del Monte di Portofino, ha poi insegnato Zoologia nella facoltà di Scienze dell'Università di Genova, e, in particolare, come prof.Associato, ha tenuto fino all'a.a. 2007/08 il corso di Zoologia applicata (attualmente in pensione).
In questa veste è stato relatore di numerosissime tesi di laurea in Scienze Naturali e Biologiche.
Dopo alcuni studi sui Rettili, raccolti durante le missioni Scortecci nell'Arabia meridionale e nel Corno d'Africa, e sulla fauna indicatrice dello stato dei corsi d'acqua (macrobenthos), ha poi sempre mantenuto ben attivo il filone ornitologico e lo studio delle specie di interesse venatorio (Ungulati compresi), con particolare approfondimenti su Pernice rossa e Beccaccia.
In collaborazione con l'Università d Parma, ed in particolare con il prof. Mainardi, ha condotto ricerche etologiche sulle Pernici rosse dell'allevamento regionale ligure del Lerone (Arenzano) che hanno fornito dati inediti, soprattutto sull'imprinting e sulla distanza di fuga, entrambi argomenti utili ad indirizzare l'allevamento stesso verso la produzione di soggetti più idonei ad essere reintrodotti con successo in natura.
In collaborazione con l'Università francese di Rennes, ed in particolare con il prof. Guyomarc'h, ha studiato con il collega Loris Galli, l'influenza dell'ibridazione della Quaglia sia dal punto di vista comportamentale che genetico.
Su questa specie aveva già pubblicato un'inchiesta supportata dalla Federazione italiana della Caccia e svolta insieme a Raniero Massoli Novelli e Giorgio Truffi, nonché la voce relativa sul primo volume "Uccelli" della Fauna d'Italia.
In totale ha prodotto circa 200 lavori scientifici a stampa e centinaia di articoli divulgativi di argomento zoologico-applicativo; in particolare, in collaborazione con esperti dei rispettivi settori, diversi libri di aggiornamento delle conoscenze faunistiche in Liguria (sia monografici, es. su Pernice rossa, Capriolo, Cinghiale, Storno, che su argomenti a più ampio respiro, es. sugli Uccelli e Mammiferi della Liguria e tre Atlanti ornitologici, due regionali ed uno urbano di Genova), nonché una trattazione esaustiva sullo stato delle conoscenze scientifiche sulla Beccaccia, periodicamente aggiornata ed ora giunta alla sua terza edizione.
Ora in pensione, si è tolto lo sfizio di scrivere un'autobiografia sulla falsariga temporale dei cani da ferma della sua vita.
Attualmente sta terminando la stesura di una monografia sulla Pernice rossa.
Si diletta da sempre a scrivere piccoli pensieri poetici, di cui ha pubblicato qualcosa che ha suscitato un discreto interesse.
Si compiace di definirsi cacciatore col cane da ferma (setter inglese), utilizzatore di un fucile monocolpo, anche se non sempre si riconosce nelle idee e nel comportamento di molti colleghi, in quanto ritiene che la caccia debba sempre essere biologicamente compatibile con la conservazione delle popolazioni selvatiche.
Come presidente del Club italiano della Beccaccia, da decenni porta avanti, con alterne fortune e discussioni, una serie di iniziative di conservazione di quel capitale.
In questo spirito ha organizzato, con alcuni amici, un "Santuario della Beccaccia nell'isola estone di Vormsi"- Onlus, grazie a liberi contributi economici di cacciatori, offrendo un'immagine diversa di questo"popolo", che si è autotassato per proteggere, non già per prelevare.