Un intelligente messaggio anche per il mondo venatorio perché costruisca al suo interno l'opportunità di fare finalmente, anche in Italia, SISTEMA con quello agricolo, artigianale, commerciale e industriale, atteso che questo vasto comparto, che occupa più di centinaia di migliaia di persone direttamente o indirettamente interessate, fa circolare annualmente oltre 2,5 miliardi di euro con 54.000 addetti dello specifico settore dell'industria (ultima rilevazione della Camera di Commercio di Brescia).
Immediata è stata la risposta delle principali organizzazioni venatorie con oltre 600.000 aderenti (Federcaccia, Libera Caccia, Enalcaccia, ANUUMigratoristi, riunite nell'unica sigla di FACE Italia, l'organizzazione che in sede europea raccoglie associazioni con oltre sette milioni di cittadini) che in un'articolata tavola rotonda hanno formulato in modo responsabile le proposte per una "precisa modifica" della legge quadro venatoria, n. 157/92, ormai datata nel tempo.
In una Europa con ventisette Stati membri l'Italia deve saper essere con i fatti, anche nella caccia, elemento di una natura da tutelare responsabilmente per una gestione del territorio controllata, programmata e organizzata facendo tacere tutte le false affermazioni e le disperate azioni di coloro che evidentemente non stanno a curare il buon nome del Paese, assorbiti da un irresponsabile ambientalismo, che dovrebbe ormai essere ben seppellito dinnanzi a un Paese che richiede anche in questo settore la necessità di eliminare improduttive contrapposizioni e inutili dispute.
Da tutti si è richiesto al Governo di rendere più semplice il settore a vantaggio di una economia alla ricerca della qualità e della realizzazione di beni rinnovabili per tutti.
21 aprile, 2009 componente di FACE Italia
(Anuu Migratoristi - Enalcaccia - Federcaccia - Libera Caccia)