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Modifica della Legge 157: un invito al Senatore Orsi e alle istituzioni
di ANUU Migratoristi Stampa Bookmark and Share

Da alcuni giorni, sui media si sono moltiplicati in maniera virulenta gli attacchi volgari e inaccettabili a tutti i cacciatori, soprattutto a chi vorrebbe modificare veramente la legge 157 non limitandosi a "limature" più o meno inutili.

Dire che non ce lo aspettassimo sarebbe veramente da ingenui, così come da ingenui sarebbe stato aspettarsi di vedere pubblicate le repliche da noi prontamente inviate ad alcuni quotidiani a tiratura nazionale, che hanno fatto della disinformazione una vera e propria arte.

Ciò che più offende, al di là delle fandonie e delle strumentalizzazioni, è infatti esattamente la negazione dell'elementare diritto di replica, che oggi non si rifiuta nemmeno ai più incalliti e pericolosi criminali: eccezion fatta, naturalmente, per quei delinquenti dei cacciatori...

Comunque sia, non per questi motivi il Sen. Orsi deve sentirsi solo, come traspare da uno dei suoi ultimi interventi. Anzi, pur avendo prodotto un testo senza dubbio migliorabile, è doveroso riconoscergli di aver assolto a un impegno quasi da "far tremare i polsi", visto che in Italia si può parlare a vanvera di tutto tranne che di affrontare seriamente e serenamente il tema della caccia.

Ora abbiamo una legge vecchia di 17 anni, che come primo effetto ebbe quello di dimezzare la popolazione dei cacciatori (per questo piace tanto a qualcuno!) e che, come dimostra l'accanito e serrato dibattito in corso, non è stata ancora digerita da moltissimi tra coloro che hanno tenuto duro, proseguendo l'attività venatoria e adattandosi più o meno obtorto collo.

In tal modo, anche i pochi aspetti buoni della legge - come l'implicazione diretta dei cacciatori nella gestione faunistico-venatoria - sono passati nell'ombra, se non piegati agli interessi ed egoismi locali. Per questi motivi, l'ANUUMigratoristi molto nettamente ribadisce la propria volontà di un'autentica modifica della legge che contempli l'abolizione dell'opzione fissa di caccia, la mobilità per la caccia alla migratoria a livello regionale e nazionale, la riscrittura puntuale di tempi e specie dell'articolo 18, la reintroduzione di tutte le opportunità che già ora le Direttive comunitarie ci consentono (come cacciare da natanti non spinti da motore, previsto dall'allegato IV della Direttiva "Uccelli" e la licenza di caccia ai sedicenni, pur come "caccia accompagnata", che trova riscontro normativo nella Direttiva "Armi" modificata nel 2008), nuove norme per gli uccelli da richiamo, migliore esplicitazione del controllo della fauna selvatica anche nelle zone a divieto di caccia (che esiste già oggi e che nulla ha a che spartire con la caccia nei parchi...), l'eliminazione di organismi che hanno dimostrato una totale inutilità come il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, la ridefinizione delle competenze dell'ISPRA.

Infine, il dialogo. Chiunque abbia un minimo di buonsenso capisce che il dialogo sarebbe lo strumento fondamentale del convivere civile (l'alternativa opposta è la guerra): ma come possiamo ricercare il dialogo con soggetti che stanno orchestrando la campagna di cui sopra, o che con puntualità chirurgica hanno pubblicato proprio ora dati sul presunto stato di conservazione sfavorevole di ben la metà delle specie attualmente cacciabili o che paventano stragi di inermi cittadini sventolando a piene mani numeri di morti e feriti che sono stati gonfiati del 50% da una delle maggiori associazioni animaliste italiane o ancora che si inventano documentari raccapriccianti sin dal titolo?

Allora andiamo avanti con decisione sulla strada intrapresa sin dallo scorso anno, perché l'ANUUMigratoristi rimane coerente con la propria posizione e sono semmai altri quelli che dovranno togliersi dall'imbarazzo (ove mai ne provino).

Il Sen. Orsi o chi per lui, e, comunque, le nostre istituzioni, continueranno a trovare nella nostra Associazione appoggio e collaborazione per uscire da questo putridume.

Altrimenti, finiremo come il Cantone di Ginevra, unico piccolo territorio europeo dove la caccia è totalmente vietata, con il bel risultato che le Guardie cantonali ogni anno devono abbattere migliaia di capi di selvatici per limitare i danni e tutti gli altri problemi: ma tant'è, basta tenere a casa i cacciatori e poi... si spari pure!

 

 


Pubblicato il 15/03/2009
ANUU Migratoristi Stampa
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